Aberdeen, questa sconosciuta.
Giugno 29th, 2009Per la mia seconda visita in Scozia punto più in alto, in latitudine. Aberdeen, questa sconosciuta. Ma cos’è, si mangia? Per anni ho associato questo nome soltanto a una nota catena di ristoranti dove servono bistecche al sangue. Invece è un luogo. Una città costruita su blocchi di granito, dove il grigio della pietra si confonde con quello, altrettanto perenne, del cielo. Ma ad Aberdeen c’è anche un’università, la più remota della Gran Bretagna. Sono qui per quello.
Arrivo per ora di cena. Il lungo viaggio in treno e il tempo inclemente in piena estate (Londra sembra i tropici in confronto) mi hanno messo in un umore cupo. Cerco l’Holiday Inn attraversando un pezzo di città semi-deserta. Ci sono facce poco raccomandabili e semafori rossi interminabili. Tutto mi infastidisce. Vorrei essere altrove. Ma la camera d’albergo è confortevole. C’è un sistema per cui le luci si accendono solo se metti la scheda magnetica nell’interruttore, così non ti dimentichi mai le luci accese. Non è per nulla che gli scozzesi hanno una certa reputazione.
Ho fame, un budget limitato e nessuna intenzione di andare in giro a cercare un ristorante. Sono quasi tentato dall’omologazione di Pizza Express dietro l’angolo, ma poi vedo un ristorante italiano, anzi siciliano. Non l’ho mai fatto di andare in un posto nuovo e cercare i sapori di casa mia. Ma questa volta ho bisogno di conforto. Sono homesick, anche se non sono sicuro di quale sia home. Continua a leggere »